I Conti Feltrinelli

Gargnano era la sede estiva della famiglia di Faustino Feltrinelli, magnate del legname i cui figli Angelo, Giuseppe e Giacomo costruirono, nel 1892 quello che oggi è il Grand Hotel a Villa Feltrinelli. Il loro impero economico ebbe origine dalle foreste del nord Italia, Austria, Ungheria e Turchia, per lanciarli fino alla borsa valori di Milano. Angelo, risiedeva per la maggior parte dell’anno a Gargnano (ne fu anche il Sindaco per 15 anni), mentre Giacomo (1829-1913) lanciava la famiglia in affari in tutta Europa ed oltre, fornendo il legname per la costruzione di ferrovie nel sud Italia ed in Turchia, fondando, nel 1890 anche una banca privata.
Gli interventi a favore di Gargnano da parte dei Feltrinelli furono numerosi e importanti, tra i quali: La Casa di Riposo e Ospedale, nel 1903; la strada tra Gargnano, Navazzo, Sasso e Liano, nel 1913 e la scuola elementare, nel 1921. Il loro nipote, Carlo Feltrinelli (1881 – 1935) espanse ulteriormente le immense fortune della famiglia. Fu un abile finanziere oltre che presidente della Edison elettrica e dell’Istituto di Credito Italiano. Si sposò con Giovanna Gianzone, una severa e rigida signora soprannominata “Ufficiale Prussiano”, forse a causa del monocolo che sempre indossava avendo perso il suo occhio destro durante una caccia. Ebbero due figli: Giangiacomo ed Antonella. Come ricompensa per il loro contributo all’economia del Nord Italia il re Vittorio Emanuele II, nel 1940, conferì alla famiglia il titolo di Marchesi di Gargnano. Al ramo gargnanese della famiglia  fu conferito il titolo di Conti di Gerla. Dopo la sua requisizione da parte di Mussolini, alla fine della seconda guerra mondiale, Giangiacomo ed Antonella  rientrarono in possesso di Villa Feltrinelli.
Come proprietario della casa editrice Feltrinelli (una tra le più grandi e rinomate d’Italia), Giangiacomo pubblicò, tra gli altri, “Il Dottor Zivago” di Boris Pasternak e “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa portando all’attenzione del mondo intellettuale italiano, materiale fino ad allora ignorato. Più tardi, come appartenente al Partito Comunista Italiano, Giangiacomo incontrò Fidel Castro e, candidato per le elezioni politiche, utilizzò la casa di  Gargnano come piattaforma per la sua propaganda politica . Più tardi, Giangiacomo morì, pare nel tentativo di minare un traliccio elettrico. Oggi le sorti della casa Editrice Feltrinelli sono rette dal figlio Carlo, che Giangiacomo ebbe dalla moglie Inge.
 

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